^^Complicated systems, complex systems.
Sistema complicato, sistema complesso.
propt: complicated systems versus complex systems
In systems theory, the difference between complicated and complex is a matter
of type, not just degree. While both involve many parts, they function under
entirely different logic.
Quick Comparison
| Feature |
Complicated Systems |
Complex Systems |
| Causality |
Linear and predictable |
Non-linear and emergent |
| Predictability |
Deterministic; same input = same output. |
Adaptive; same input can
produce different outputs. |
| Solvability |
Can be solved with expert analysis and rules. |
Cannot be "solved"
permanently; must be managed or "danced with". |
| Structure |
Sum of its parts (Reductionist). |
Greater than the sum of its parts
(Holistic). |
Complicated Systems (The "Machine" Logic)
These systems are intricate and have many moving parts, but they operate
according to fixed rules and specialized expertise.
- Examples: A car engine, a mechanical watch, or a rocket sent to the moon.
- Approach: You can take them apart (decomposition), fix a specific broken part,
and put them back together. If you follow a "recipe" or algorithm, you will get
a consistent result every time.
Complex Systems (The "Ecosystem" Logic)
These systems are made of interconnected agents that constantly change and adapt
based on their interactions with each other and their environment.
- Examples: Urban traffic, raising a child, the human brain, and global
economies.
- Approach: Because they are emergent, you cannot understand the whole by looking
at individual parts. Small changes can have massive, disproportionate effects
(the "Butterfly Effect"). Instead of "fixing" them, leaders must use Systems
Thinking to probe, sense, and respond to patterns.
-
https://en.wikipedia.org/wiki/Cynefin_framework
-
https://www.youtube.com/watch?v=epXqgrm2hs4 Making Sense of Complexity -
an introduction to Cynefin
Links
Semplice complesso
elementare composto.
prompt: qual e' la relazione tra le radici etimologiche delle seguenti
parole e loro simili: semplice, complesso, elementare, composto, componenti,
composizione, duplice, triplice, plesso, plica, complicato.
È affascinante notare come quasi tutte le parole che hai elencato ruotino
attorno a due metafore fisiche fondamentali: piegare e porre
insieme.
Il linguaggio antico non usava termini astratti, ma descriveva concetti mentali
attraverso azioni manuali. Ecco come queste radici si intrecciano.
1. La famiglia del "Piegare" (Radice plek-)
Questa è la famiglia più numerosa nel tuo elenco. Deriva dalla radice
indoeuropea che significa intrecciare o piegare.
- Plica: È la base di tutto. In latino plica è letteralmente una "piega".
- Semplice: Dal latino simplex. Composto da sem- (uno solo) + plex
(piega). Letteralmente: "senza pieghe", qualcosa di steso, schietto, che si
vede tutto in una volta.
- Duplice / Triplice: Duo (due) o tres (tre) + plex. Qualcosa che è stato
piegato due o tre volte.
- Complesso / Complicanza: Dal latino cum (insieme) + plectere
(intrecciare). Immagina tanti fili annodati tra loro: non puoi tirarne uno
senza muovere gli altri. Il complesso è intrecciato, non necessariamente
difficile, ma ricco di connessioni.
- Plesso: Deriva dal participio passato plexus (intrecciato). In anatomia,
un "plesso solare" o "plesso nervoso" è appunto una rete, un intreccio di
nervi o vasi.
ref:
https://unaparolaalgiorno.it/significato/plesso
2. La famiglia del "Porre" (Radice ponere)
Qui passiamo dall'intrecciare all'atto di costruire o disporre degli oggetti
l'uno accanto all'altro.
Composto: Dal latino compositus, participio di componere (cum + ponere).
Significa "messo insieme". Se il "complesso" è un intreccio inestricabile, il
"composto" è un'unione ordinata di parti.
Componenti: Sono le singole parti che vengono "poste insieme" per formare il
tutto.
Composizione: L'atto o il risultato di aver messo insieme vari elementi
secondo un ordine (musicale, artistico, chimico).
3. L'outsider: Elementare
Questa parola ha un'origine diversa e più misteriosa, legata alla base stessa
della conoscenza.
- Elementare: Deriva da elementum. Una teoria suggestiva vuole che derivi
dalle lettere L-M-N (el-em-en), le prime lettere della seconda riga
dell'alfabeto antico.
- Relazione con le altre: Mentre il "semplice" è ciò che non ha pieghe,
l'elementare è ciò che è primordiale, la materia prima che non può essere
ulteriormente scomposta.
Sintesi visiva delle relazioni
|
Concetto |
Radice Latina |
Significato Letterale |
Esempio Visivo |
| Semplice |
Sem-plex |
Una sola piega |
Un foglio steso |
| Complesso |
Cum-plex |
Intrecciato insieme |
Un gomitolo di fili |
| Composto |
Cum-positus |
Messo insieme |
Un muro di mattoni |
| Duplice |
Duo-plex |
Piegato in due |
Un foglio a metà |
Curiosità: "Complicare" qualcosa significa letteralmente "aggiungere pieghe".
Più pieghe ci sono, più è difficile vedere cosa c'è scritto dentro il foglio.
"Spiegare", invece, significa letteralmente togliere le pieghe (ex-plicare) per
rendere il contenuto visibile e semplic
prompt: plexus (intrecciato) e' il participio passato di plectere
(intrecciare) ?
Sì, esattamente. Hai colto il punto centrale della derivazione.
Per essere precisi dal punto di vista della grammatica latina, plexus è il
participio passato del verbo plectere (o della sua forma media/deponente
plecti).
Ecco come si sviluppa questa radice e perché è così importante per le parole che
hai elencato:
La struttura del verbo
Il verbo latino è plecto, plectere, plexi, plexum.
Plectere è l'infinito (intrecciare).
Plexus è il participio passato (intrecciato).
La distinzione tra Plexus e Plicatus
È interessante notare che in latino esistono due verbi molto simili che
spesso si confondono, ma che hanno sfumature diverse:
- Plectere (Participio: Plexus): Si riferisce all'intrecciare (come fili,
capelli o ghirlande). Da qui derivano:
- Complexus (Complesso): fili diversi avvolti insieme.
- Perplexus (Perplesso): talmente intrecciato da non trovare l'uscita
(come un labirinto).
- Plicare (Participio: Plicatus): Si riferisce al piegare (come un tessuto
o un foglio). Da qui derivano:
- Explicare (Spiegare): togliere le pieghe.
- Implicare (Implicare): mettere dentro le pieghe.
Perché sono "simili"?
Entrambi derivano dalla stessa radice indoeuropea *plek-, che indicava
l'atto di piegare o intrecciare qualcosa per dargli forma.
Nel corso dei secoli, le due famiglie si sono mescolate. Ad esempio, semplice
(simplex) e duplice (duplex) usano il suffisso -plex (della famiglia di
plectere), ma noi oggi li pensiamo più vicini al concetto di "piega" (plicare).
Un esempio pratico: il "Plesso"
Quando in medicina parliamo di un plesso nervoso (es. il plesso
brachiale), usiamo letteralmente il termine latino plexus. Si chiama così perché
i nervi non corrono paralleli come tubi isolati, ma si intrecciano tra loro come
i fili di una corda o di una rete, scambiandosi fibre prima di raggiungere la
destinazione.
In sintesi: Sì, plexus è l'azione compiuta (l'intreccio già formato)
derivante dall'atto di plectere (l'azione di intrecciare)
Ti piacerebbe analizzare altre parole che derivano da questa stessa radice,
come "perplesso" o "complice"?
prompt: si
Certamente! Analizzare queste due parole ci permette di vedere come la
metafora dell'
intreccio sia stata usata per descrivere stati psicologici e relazioni sociali.
Entrambe derivano dalla radice *plek- (intrecciare/piegare) e dal participio
plexus.
1. Perplesso (dal latino perplexus)
È una parola "spaziale" che descrive uno stato mentale:
- Composizione: per- (attraverso, ma qui con valore intensivo di
"completamente") + plexus (intrecciato).
- Significato originario: Qualcosa di talmente intricato, avvolto
su se stesso o "ingarbugliato" che non si riesce a trovarne l'uscita o a
capirne la direzione.
- Evoluzione: Come un viaggiatore che si perde in un bosco
fittamente intrecciato, la persona "perplessa" è chi ha i pensieri così
annodati da non sapere quale decisione prendere.
2. Complice (dal latino complex, complicis)
Qui la metafora riguarda l'unione tra persone:
- Composizione: cum (insieme) + la radice di plectere/plicare.
- Significato originario: Letteralmente qualcuno che è "intrecciato
con" un altro.
- Evoluzione: Inizialmente indicava un compagno o un socio in senso
generale (qualcuno i cui interessi sono "piegati insieme" ai tuoi). Con il
tempo, il termine si è specializzato in ambito giuridico per indicare chi è
"intrecciato" in un'azione illegale o segreta.
Curiosità: "Spiegare" vs "Implicare"
Queste due parole mostrano perfettamente il gioco del "piegare":
- Spiegare (ex-plicare): Togliere le pieghe a un foglio per renderlo
piatto e leggibile.
- Implicare (in-plicare): Mettere qualcuno o qualcosa "dentro le pieghe",
rendendolo parte di una situazione non immediatamente visibile.
Ti piacerebbe scoprire come questa radice ha influenzato anche parole moderne
come "display", "duplex" o persino "impiego"?
prompt: si
È sorprendente come una radice legata ad azioni manuali antiche (piegare e
intrecciare) sia finita nel cuore della tecnologia e della gestione moderna.
Tutte queste parole derivano ancora una volta dalla radice *plek- (latino
plicare/plectere). Ecco come si sono evolute:
1. Display (Mostrare)
Anche se sembra una parola modernissima legata agli schermi, ha un'origine
medievale legata ai tessuti.
- Etimologia: Dal latino dis- (separazione) + plicare (piegare).
- Significato letterale: "Spiegare", ovvero togliere le pieghe a un
panno o a una pergamena per mostrarne il contenuto.
- Curiosità: In inglese antico si "dispiegava" un vessillo o una
merce per mostrarla. Oggi il tuo smartphone fa la stessa cosa: "dispiega" i
dati visivi sullo schermo per renderteli visibili.
2. Impiego (Lavoro/Uso)
Questa parola descrive come "incastriamo" qualcosa o qualcuno in un'attività.
- Etimologia: Dal latino implicare (in- dentro + plicare piegare).
- Significato letterale: "Piegare dentro" o "avviluppare".
- Evoluzione: Inizialmente significava "coinvolgere" qualcuno in un
affare. Oggi, quando "impieghi" il tuo tempo o un lavoratore, lo stai
letteralmente "intrecciando" all'interno di un processo produttivo.
3. Duplex (Tecnologia/Architettura)
È il termine latino originale rimasto intatto, usato oggi per indicare
sistemi a "doppia" natura.
- Etimologia: duo (due) + plex (piega/parte).
- In informatica: Una comunicazione Duplex (o Full-Duplex) è quella in cui
i dati viaggiano in due direzioni contemporaneamente, come se ci fossero
"due pieghe" o due canali intrecciati nello stesso cavo.
- In architettura: Un appartamento su due livelli, dove lo spazio
abitativo è letteralmente "raddoppiato" o piegato su due piani.
Bonus: Supplica
Anche chi chiede aiuto con umiltà usa questa radice:
- Sùpplice (sub-plex): Significa letteralmente "piegato sotto". Indica
l'atto fisico di inginocchiarsi o piegarsi verso il basso per mostrare
sottomissione e rispetto mentre si avanza una richiesta.
In sintesi:
- Se lo mostri, lo dis-pieghi (Display).
- Se lo usi, lo in-pieghi (Impiego).
- Se è doppio, è du-plice (Duplex).
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| |
verbo latino |
significa |
| complesso |
cum-plectere |
ntrecciare insieme |
| complicato |
cum-plicare |
piegare insieme |
complicato è piegato e può essere spiegato.
complesso è intrecciato e non può essere spiegato: deve essere districato-sbrogliato.
La rappresentazione dei sistemi complessi come
reti è suggerita
dall’etimologia della parola complesso = intrecciato.
ref:
Pier Luigi Gentili
https://www.facta.news/articoli/polizia-ha-diffuso-foto-scontri-torino-intelligenza-artificiale-teoria-complotto
https://www.youtube.com/watch?v=PGlkwS__Sxw "PENSIERI LENTI E VELOCI" in 11
minuti - Riassunti di libri finanziari